Pubblicato in: Le vostre domande, le mie risposte

Ecco cosa chiede Barbara.

 

Buongiorno Carmen.

Ti ho trovata per caso su internet. Abbiamo cose in comune: la politica, il giornalismo e il trasferimento all’estero. Io vivo a Lanzarote, bellissima isola delle Canarie e qui ho lavorato molto. Sento parlare di Capo Verde e non sempre in modo positivo. Sto pensando di fare una vacanza in una delle isole capoverdiane. Proprio ieri un amico mi ha parlato con entusiasmo di Balvavento, dove vive una sua amica. Ho visto che si tratta di un gruppo di isole e non di un’isola specifica. Mi piacerebbe fare una chiacchierata con te, se ti va. Un confronto sulle nostre isole potrebbe essere interessante.

Un caro saluto.

Barbara.

Carmen Vurchio (1)
Carmen Vurchio

Ciao Barbara.

Grazie innanzitutto di aver trovato il tempo e la voglia di scrivermi. Mi fa molto piacere. Le tre cose che abbiamo in comune, non sono da poco. La passione per la politica non mi ha mai abbandonata: continuo a seguire le vicende italiane, anche se vivo a seimila chilometri di distanza dal nostro Bel Paese. Il giornalismo è l’amore della mia vita e per quanto riguarda la fuga dall’Italia, direi che la mia è andata a gonfie vele: sono felice e rilassata. Certo non vivo in un posto ricco, non sono circondata da comodità e vizi. In compenso ne ho approfittato per disintossicarmi da consumismo e arrivismo.

Avrei potuto fare più carriera di quella che ho fatto ma devo dire che sono soddisfatta dei risultati raggiunti, conquistati con fatica e per questo ancor più apprezzati. Sono felice di essere me stessa: una donna di 47 anni con un bel passato e un futuro pieno di serenità. Il presente è fatto di piccole cose. Quelle essenziali. Tra tutte, l’amore della famiglia che mi sono creata. L’amore del mio compagno Max, di suo figlio Mattia, che cresco ormai da quasi sei anni (dopo la prematura scomparsa della sua mamma), dei miei tre cuccioli, Giasone, Medea e Ronnie. E poi l’amicizia, quella vera, quella profonda, quella senza maschere: io e Gessica amiamo sorridere alla vita e ci siamo rese conto che non è poi una cosa così scontata, anzi è un pregio raro, quindi ce lo teniamo stretto.

Leggo con dispiacere che hai sentito parlar male di Cabo Verde. Sono cose che capitano. Questo è un posto che o si ama o si odia, senza vie di mezzo.

Io invece ho sentito parlare molto bene della Canarie. Non ci sono mai stata ma sicuramente a breve farò un viaggio dalle tue parti, anche solo per fare un po’ di sano shopping. Dicono che ne valga la pena. Così come parlano molto bene della sanità locale e dei servizi in genere. Sono contenta per te. Qui invece sotto alcuni punti di vista c’è ancora tanto da fare. Ma è un Paese che non sta fermo e, anche se tutto si muove con calma, prima o poi si arriva al meritato traguardo. Basta saper attendere.

Bene cara Barbara, ora non mi resta che salutarti e invitarti a visitare di persona la Terra del No Stress. Io vivo a Sal, una delle dieci isole dell’Arcipelago. Se vuoi, ci vediamo da queste parti.

Buona vita e a presto.

Carmen Vurchio – Cabo Verde

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Wikipedia:

Le Ilhas do Barlavento (letteralmente, “isole sopravento”), sono il gruppo di isole che costituiscono la metà settentrionale dell’arcipelago di Capo Verde. Sono contrapposte alle Ilhas do Sotavento, il gruppo meridionale.

 

Pubblicato in: Cabo Verde No Stress

Ecco come ho festeggiato i miei 47 anni.

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Carmen Vurchio

Il 9 giugno 2019 ho compiuto 47 anni. Ecco come li ho festeggiati: ballando con il mio amore, sotto lo sguardo attento e felice di suo figlio, che ha perso la mamma a causa del male del secolo e che ha trovato me, una donna con poco spirito materno ma piena di gioia, pronta a tutto pur di farlo crescere senza alcun tipo di stress.

p.s. mi ha chiesto venti euro per comprarmi il regalo e mi ha fatto due pensieri stupendi. Poco importa se…li ho pagati io.

Carmen Vurchio – Cabo Verde

Pubblicato in: Il mondo visto da qui

Mai confondere vittime e carnefici

Carmen Vurchio (519)
Carmen Vurchio

La sedicenne trovata morta in un cantiere abbandonato a Roma ha subito una violenza sessuale di gruppo. Se non fosse morta, avrebbe dovuto convivere per lungo tempo con una morte interiore, perché i suoi violentatori l’hanno uccisa dentro. Inutile scrivere che forse era lì per droga, forse era lì perché attirata in trappola, forse era lì per recuperare un tablet che le avevano rubato. Col forse non si va da nessuna parte. Continua a leggere “Mai confondere vittime e carnefici”