Pubblicato in: Le mie giornate a Cabo Verde

“Fuga dall’Italia”: i vostri commenti

Carmen Vurchio (1)

Fabio: “Ciao Carmen. Ho acquistato il tuo libro e ho trovato la tua storia incredibilmente interessante…affascinante e particolarmente coraggiosa…direi un esempio da prendere in considerazione per poter dare una svolta positivia alla vita…oltretutto è una località che spero al più presto di poter visitare. Colgo l’occasione per mandarti un salutino.”

Paolo: “Ciao Carmen, ho finalmente letto e apprezzato il tuo libro.
Complimenti ancora per i contenuti, sicuramente condivisibili e per la tua scelta, coraggiosa perche’ controcorrente. Se mi dai un riferimento ulteriore di contatto (posta elettronica) mi piacerebbe nel dettaglio significarti le riflessioni che ho tratto leggendo le pagine del tuo libro.
Grazie ancora!”

Antonella: “Cara Carmen, mi permetto di scriverle perchè sono tornata 20 giorni fa da una vacanza sull’Isola di Sal dove ho acquistato il suo libro che ho letto con interesse e altrettanta curiosità. Sono stata alloggiata al villaggio Vila do Farol  in un itinerario praticamente obbligato, perchè da mamma troppo ansiosa ho voluto accompagnare mia figlia nella sua unica vacanza dopo un’estate di lavoro. Vacanza che naturalmente voleva trascorrere al caldo. Sicuramente l’isola è affascinante per il suo aspetto e per il mare, un po’ fastidioso il vento, ma è così bello viaggiare e vedere il mondo! Però le assicuro che la mia non è stata una vacanza tanto tranquilla, perchè forse sono partita un po’ prevenuta e la lettura del suo libro un po’ ha confermato questa titubanza che avevo nel visitarla. Sicuramente ricordavo l’episodio delle due turiste e quando mia figlia mi ha espresso l’idea di passare le sue vacanze lì i miei pensieri sono corsi oltre il limite pensabile. Non sapevo comunque bene tutta la storia, brutta storia direi, che mi ha toccato molto e aumentato i miei dubbi sulle persone del luogo. Al villaggio ci hanno detto che la popolazione è accogliente e quindi di salutarla calorosamente, ma nella escursione dell’isola ho visto una realtà che in effetti ti fa pensare che tanta povertà potrebbe anche sfociare in sentimenti non del tutto positivi. Ma non vorrei arrivare a conclusioni troppo affrettate, quindi la mia è stata una esperienza relativa che in parte ho messo a confronto con la sua. Sinceramente sono stupita in positivo per la scelta drastica che ha fatto e spero che comunque tuttora ne sia soddisfatta nonostante la  non quotidianità con la famiglia di origine. In questi ultimi tempi ho pensato anch’io di partire dall’Italia, il nostro bel paese, ricco di potenzialità e poverissimo di dignità, visti i mai finiti scandali e le ingiustizie che ogni giorno si vivono.Però sono ancora qui legata alla famiglia, al lavoro, agli amici, a vari interessi che mi tengono (anche pretestualmente) ancorata a questa terra.  Ha ragione lei comunque che i ritmi di vita sono completamente diversi e forse nell’isola una dimensione umana è più riscontrabile rispetto a ciò che viviamo distrattamente e frettolosamente qui. Ecco non volevo disturbarla, soltanto dirle “brava e coraggiosa” per la scelta che ha fatto, augurarle di vivere bene la sua esperienza e farle i complimenti perchè il suo libro è stato  per me un compagno di viaggio nei giorni in cui l’ho letto, anche prima di dormire!  E’ diventato un appuntamento inderogabile perchè volevo sapere fino alla fine ciò che aveva scritto, e questo mi è servito per capire qualcosa di più sull’isola di Sal e sui suoi abitanti. Chissà se ritornerò all’isola, forse …….. non ho amato particolarmente questa vacanza (tranne il fatto ovviamente che ero con mia figlia) ma riflettevo sul tipo di vacanza che ho trascorso. Può darsi che alla fine sia la più bella perchè mi ha fatto capire tante cose. Ho ancora negli occhi lo sguardo implorante di una venditrice trovata durante l’escursione. Sembrava piangesse mentre chiedeva che le si comprasse qualcosa, ed un’altra che era con lei e che ha passato ad un ragazzo i soldi appena incassati. Sembravano un gruppo organizzato per lucrare sulla pietà dei turisti, ma forse rappresentavano la realtà più profonda della povertà. Come le favelas dove sentirsi in colpa è un peso dal quale non puoi districarti.  Mi scusi se l’ho intrattenuta oltre, le mando un caro saluto perchè anche se non ci siamo viste è come la conoscessi.”

Giovanni: “Buongiorno Carmen, il libro l’ho acquistato già i primi di ottobre e letto la stessa sera. Come mia consuetudine, l’ho riletto dopo una settimana. Anch’io a 55 anni , dopo una vita piena di stress, di continue pressioni, ho voglia di mollare tutto ai miei figli ed andare a vivere al caldo cercando di rallentare la mia vita. Il libro mi sembra il racconto di una scelta coraggiosa di vita, diciamo una racconto lucido, e cosa molto importante con tutti i pro ed i contro che una scelta del genere può comportare.  Diciamo che quasi, a volte, specie dopo la prima lettura, ci si sente scoraggiati dal dover intraprendere questa scelta. Comunque lo ritengo utile davvero.”

Souvage: “Grazie per aver accettato l’amicizia☆….ho comprato il tuo libro dentro ai negozi del Crioula…e l’ho letto subito appena tornata in Italia…è stupendo e veramente emozionante…mi ha aperto ancora di più gli orizzonti….e Sal si è presa una bella parte di me….grazie ancora e complimenti per il tuo libro♡….— emozionata.”

 Anonima: “Ciao Carmen, il tuo libro l’ho comperato ad Agosto al Crioula, l’ho letto e il sunto corrisponde perfettamente a quel che io penso della nostra amata ISOLA! Io sono Bresciana, conosco L’ing. Stefanina e so’ cosa è riuscito a costruire su quell’angolo di paradiso….A Santa Maria ci sono stata 11 volte, meglio di me, pochi possono comprendere la vita che si conduce sull’Isola ! Posso prendere l’occasione per farti i miei più vivi complimenti per come hai descritto il modo in cui si vive a Capo Verde !! Non stress forever !! Buona serata !!”

Roberta: “Ciao stamattina e arrivato il tuo libro…dopo il lavoro ho cominciato a leggerlo e l’ho finito da poco …come promesso ti mando una mia impressione….ho conosciuto Sal nel 2002 andando con un’amica…me ne sono innamorata….ho ritrovata me stessa dopo un periodo no, dovuto alla mia separazione….ho conosciuto il tuo max ed altre stupende persone che mi hanno fatto capire la semplicita della vita….allora a Sal non c’era nulla….ed ho cominciato a passare le mie vacanze tre volta all’anno a Capoverde…facendomi prendere in giro quando dicevo ..ritorno a casa….e per casa voleva dire Sal. La musica mi è entrata nelle ossa nel cuore…ancora oggi non passa un giorno che non l’ascolti….il mare il vento…tutte cose che leggendo il tuo diario mi hai fatto rivivere. Dovevo lavorare anch’io a Sal…avrei lasciato tutto alle spalle…Max mi aveva trovato un lavoro al neg dentro il djasdal…ma il estino mi ha portato a rinunciare…mio padre si era ammalato…non era il momento di partire….posso immaginare quello che hai passato nel prendere questa decisione…..credo che anche l’avvicinamento di max di abbia fatto decidere. Ho rivissuto la tragedia delle ragazze, quell’anno ero la …loro erano sul mio volo…non dimenticherò mai il loro entusiasmo ..e tutto il resto purtroppo……hai parlato piu volte del sesso a Capoverde…a volte mi sono vergognata quando sul passaporto mi vedevano che andavo spesso …..l’ultima cosa a cui pensavo credi. La mia amica con la quale siamo andate la prima volta si è trasferita a Sal per lavoro e tramite lei e le mie vacanze ho riscontrato come negli anni Sal sia peggiorata. Leggendo il tuo diario se non conoscessi Sal avrei paura anche solo di fare una vacanza…sono tre anni che non riesco ad esserci..a febbraio si e sposata li una mia amica e non potendoci essere ero quasi esaurita….Il tuo è un diario abbinato a notizie scritte da una giornalista…fai conoscere Sal a chi non conosce nei minimi dettagli..mi hai fatto sorridere con le tue disavventure…mi sembrava di vederti…cmq è stato bello leggere il tuo libro…ti auguro tutto il bene possibile…max ha sempre detto che è un mondo difficile che ci vuole pazienza…..ma sono convinta che un mondo migliore tutto nostro lo possiamo costruire…..chissà se un giorno ci conosceremo.”

 Anonina: “Ciao Carmen, oggi ho letto il tuo libro, l ‘ho divorato in tre ore, direi che è una bella storia, la cosa che mi è piaciuta molto e’ che rispecchia esattamente la realtà di quel posto e dei suoi abitanti…è stata una piacevole lettura…sono stata a Sal alla fine di aprile ospite di Rita Nel vostro residence… Io non so se odio e amo Cabo Verde…sono stata male con il virus tutta la settimana e quindi non mi sono goduta niente …però nonostante tutto quando vedo le foto mi viene la nostalgia… Il mitico Giuseppe ci ha provato pure con me …. Io ero venuta per staccare la spina e riposare non di certo per far sesso…non lo sapevo che questo posto fosse conosciuto per questo…. IO AMO IL MARE…. E IL MARE E’ stupendoooo. Quindi complimenti buona permanenza sull’isola e non si sa mai che un giorno mi prenda un anno sabbatico… Ovviamente destinazione Cabo verde.”

Elio: “ Ciao Carmen sono Elio, quello della camicia Blù per capirci. Bello,bello,bello tutto vero. Finalmente sono riuscito a ordinarlo,me lo ha consegnato ieri il corriere. Me lo sono bevuto tutto d’un fiato, l’ho aperto all’una quando me l’ha consegnato, alle sei era tutto letto. Non volevo fermarmi, fa parte anche della mia vita, del mio sapere, del mio passato, lo riconosco in molti particolari che tratti, situazioni in cui mi sono trovato e cercavo di capire, sintetizzare. Sal è così, facciamo fatica a capirla ma dobbiamo pensare al passato, al retroterra  che ha, due pesci a Martin perché mi ha aiutato nella pesca, due pesci a Carlos perché mi ha aiutato a tirare in secca la barca e due pesci ad Adailton perché mi ha aiutato ad alarla. Ed al duro presente che si ritrova, alleviato dall’idea Stefanina che ha avviato una parvenza di economia non recepita subito dagli indigeni abituati ad un’altra vita fatta di piccole cose e priva di mezzi per sviluppare l’ambiente anche se povero, ricco di cose e di risorse che la nostra vita da Europei ha dimenticato, relegate nella cantina della mente. E’ una bella storia e la posso confermare. Io conosco Sal dal Dicembre 1998 allorquando cercando di fuggire verso il caldo e dallo stress che la professione mi procurava, cercavo un luogo nei dintorni dove poter fare il bagno e pigliare un po’ di sole con mia moglie. In Egitto no e nemmeno alle Canarie perché di questi tempi la temperatura non lo permette. Il Kenia è pieno di malaria, ci sono le zanzare e a me i leoni o i serpenti sotto casa non piacciono. Cosa resta? C’è questo Capoverde che potrebbe andar bene ma non so nulla, mai sentito nominare. Ne parlo con Nora ed al mattino successivo andando in ufficio, in centro vicino all’orologio, entro nella agenzia viaggi Everywherr e chiedo. Si ,c’è anche un nuovo villaggio gestito da Italiani, penso di Brescia, costoso ma sia il mio stress che quello di mia moglie è alle stelle, via partiamo, andiamo una settimana, oltretutto sono Italiani, speriamo bene. E’ li che mi sono innamorato, della Morna, della coladera, del Maria julia, del Funanà, del paseo e delle splendide more con cui li ballavo oltre che con mia moglie. Altrochè i problemi d’ufficio, se trovassimo un bilocale qui quando andiamo in pensione camperemmo 10 anni in più, bello no? L’anno successivo ci siamo portati due amici, una coppia con cui ancora spesso veniamo a Sal. L’anno successivo ancora abbiamo conosciuto Max, ReLeone. Probabilmente uno degli otto accompagnatori di Stefanina, ed abbiamo comprato sei miniappartamenti. Abbiamo arricchito Max che da quel momento ha acquisito da Stefanina l’uso dell’Hammer (scherzo) salutamelo Re Leone. Poi la crisi ha rovinato il sogno che aspettiamo  ritorni. Mi piacerebbe un giorno che veniamo trovarci anche con Max, Franco e la Gabry a chiacchierare un pò. Intanto ti vorrei suggerire un’idea: fallo leggere anche a Stefanina penso gli farà piacere e prova a portarne una decina di copie da vendere in qualche negozio al Criola. Forse avvii un Businnes. Un’altra idea potrebbe essere avviare un’edicola di giornali Italiani e stranieri,inglesi,tedeschi,compresa La Semana, aggregaci dei libri tra cui il tuo in varie lingue,potrebbe andare! Che dici ? A S.Maria manca. Avvia un po’ di civiltà. Fatti sentire,se puoi mandami la mail di Max e Skipe se tu ce l’hai. Ciao.”

Patrizia: “Ciaoooo, il tuo libro è…stupendo!! si legge in un baleno perchè non annoia assolutamente…leggendolo mi è sembrato di averti di fronte e io intenta ad ascoltarti e rapida dalle parole, dopo 22 anni ricordo ancora la tua voce quindi…cavolo però che coraggio hai avuto, non è facile vivere li considerati i costi alle stelle di acqua luce e generi alimentari…io non ce l’ho questo coraggio!! brava!! ti ammiro molto…quando tornerai in questa “povera” Italia speriamo di vederci…un abbraccio.”  

parere della mamma di Patrizia: “Stupendo, ti cattura, bellissimo e scritto divinamente, non stufa per niente…l’ha letto tutto ieri sera…”

Ely: “Ciao Carmen!!!!….L’ho letto e riletto il tuo libro! !!!….complimenti ancora! !!!……adesso aspetto il secondo!!..un abbraccio! !!!”

Massimo: “Ciao, Sono un lettore del tuo libro, mi ha appassionato molto la tua avventura e la tua coraggiosa scelta di vita, io ultimamente condivido molto questa filosofia, nel senso che scapperei molto volentieri, anche se, avendo famiglia è tutto molto piu complicato…..comunque complimenti per il coraggio e in bocca al lupo!

Alessandro: “Ciao Carmen ho letto il tuo libro e devo dire che è stupendo …complimenti.”

Rita: “CIAO FINITO DI LEGGERE IL TUO LIBRO FUGA DALL’ITALIA COMPLIMENTI MOLTO BELLO ADESSO ASPETTO L’ALTRO BACI.

Cinzia: “Ciao cucciola ho letto il libro è molto molto bello..e l’hoconsigliato alle amiche…bravissima.. C’e il seguito???? Scusami tantissimo se Ti ho disturbo…”

Gerardo: “Ciao Carmen. Il tuo libro l’ho letteralmente “divorato”…, non ho impiegato più di 2 ore complessivamente per leggerlo, ti lascio qualche riflessione sperando che ti possa far piacere…Innanzitutto parto da una osservazione generale. Il tema è molto interessante e meritava forse maggiore approfondimento, il libro è un po’ breve(scusa Carmen…avevi fretta??), potevi  da una simile esperienza “ricamarci” un libro più complesso,  dando maggior spazio a tutto ciò che di immateriale ti ha trasmesso l’intera esperienza di vita vissuta. Ma tant’è, questo  era probabilmente il taglio che volevi dare. Lo stile è giornalistico (direi quasi “televisivo”) , poco narrativo, c’è ritmo, è un succedersi di fatti e ricordi, il lettore è molto coinvolto e interrompe la lettura solo se “costretto”; questo è un innegabile pregio e questo stile deriva immagino dalla tua esperienza giornalistica. Ho apprezzato molto l’onestà con cui hai presentato al lettore l’intera storia; poteva essere forte la tentazione di dare maggiore risalto agli elementi positivi della tua scelta, quasi dicendo al lettore: cosa fai ancora li…muoviti…scappa!! Tu invece hai dato giusto spazio ai dubbi, alle difficoltà, ai ripensamenti, ai rimorsi, alle paure. In questo modo hai trasmesso esattamente al lettore la difficoltà (ma anche la soddisfazione) di portare a termine una simile vicenda. E ne è uscito anche un tuo personale ritratto di una donna coraggiosa ma non incosciente, sicura ma allo stesso tempo fragile, decisa ma che procede razionalmente a piccoli passi, per esempio con il paracadute di una aspettativa concessa generosamente dal Direttore. Giusto così perché la vita è questo e tu hai messo tutto a nudo senza filtri , senza scorciatoie. Spesso fai riferimento alla crisi in Italia, innegabile e sotto gli occhi di tutti. Meno lavoro, maggiore competizione, più sacrifici e stessi soldi quando il lavoro non lo perdi, lo sappiamo. Non condivido però pienamente quando si tende a generalizzare: in realtà credo che l’Italia sia ancora oggi uno dei 10 paesi al mondo dove si viva meglio, per questo la tua esperienza vale ancora di più… perché in realtà non è così facile scappare dall’Italia! Forse è più facile scappare dall’Ucraina, dalla striscia di Gaza, dalla Tunisia, dalla Romania, dal Messico… e potrei continuare….. In Italia ciò che è cambiato è che non ci possiamo più permettere di fare ciò che ci piace o ciò per cui abbiamo delle affinità; ma c’è ancora spazio per lavorare… cosa che in altri posti non è scontata. Ci sono lavori che non sentono la crisi ad oggi: pensa ai 4 milioni di dipendenti pubblici. E probabilmente neanche la competizione. E neanche lo stress. La realtà è articolata. Certo fare il giornalista oggi a Torino  basandosi solo sulle proprie forze è una delle cose più eroiche, forse solo come fare l’architetto sempre a Torino dove l’edilizia è ferma da anni. Durante l’Università feci una scuola di giornalismo a Torino perché mi piaceva molto l’idea della professione(la Carlo Chiavazza – una scuola mediocre… ma con qualche bravo giornalista come docente come Bebbe Gandolfo, Cairoli, Cerasuolo, Geraci …ecc). Sono passati 15 anni ma nessuno dei 30 che eravamo fa oggi il giornalista!!! Sono convito che oggi in Italia non sia più permesso  fare ciò che ci piace… è un lusso purtroppo!! Forse per questo motivo vale la pena scappare…. Brava Carmen, il tuo libro mi è piaciuto molto e in alcuni tratti è stato anche commovente; in ogni caso sempre onesto, vero, sincero. A presto!” 

Patrizia: “Ciao Carmen, ho letto il libro in due sere, l’ho trovato di piacevolissima lettura e ho apprezzato il tuo metterti al di sopra delle passioni, pur dichiarandole, per dare uno spaccato psicologico tuo e sociologico del posto il più obiettivo possibile. Brava. Salutami la terra no stress.”

Antonio:“Complimenti. E’ come riuscire a scalare una vetta altissima tra neve vento e ghiaccio e poi ammirare la vita da un altro punto di vista. Forse il migliore. In bocca al lupo.”

Francesca: “Ciao Carmen… Da fidanzata di un capoverdiano (da 2 anni e mezzo) ho già letto il tuo libro 2 mesi fa. Ne ho una copia qui a casa con me. Vivo ancora in Italia ma la voglia di venire a vivere nella mia vera CASA è tantissima… Ho avuto anche una storia pesante proprio qui in Italia con uno degli animatori del crioula (lo era nell’agosto 2010 quindi sicuramente lo conoscerai…). Capirai quindi come io condivida il tuo pensiero e le tue parole. Posso dire di conoscere abbastanza bene i caboverdiani e nelle tue pagine ho ritrovato il mio pensiero. Io sono stata fortunata. A Sal lo dicono tutti che io e Nany siamo l’eccezione… Ci amiamo davvero e abbiamo superato difficoltà che avrebbero distrutto parecchie coppie… Io sono qui a tua completa disposizione se volessi ascoltare e scrivere la mia esperienza. È particolare e combattuta tra gioie e dolori. Perché Cabo verde è anche questo.Ti abbraccio.”

Elsa: “Ciao carissima Carmen, eccomi, sono riuscita finalmente a leggere il tuo libro, che ho letto, non dico tutto di un fiato, ma quasi, anche se immaginavo il finale. Dici che ha coraggio chi rimane, sicuramente, in questa povera Italia governata da corrotti di qualsiasi fede politica e in tutti gli ambienti ci vuole coraggio a vivere in questa spazzatura, oltre a tutto questo non c’è più rispetto per nessuno per chi lavora, studia, per la donna, per i bimbi, gli anziani e non meno gli animali. Tutte cose che tu sai meglio di me. Mi permetto di dire che coraggio ne hai avuto molto e dico molto anche tu, se penso che io non sono riuscita, anni fa ad adattarmi alla vita del campeggio……….tutto detto, ma tu sei giovane è a mio parere hai fatto benissimo. Mio marito ed io avevamo fatto un pensierino di fuga, ma visto l’età (anche se lo spirito è giovanissimo di entrambi) e tutto quello che comporta rimaniamo nella nostra amata Torino, che della bella che era non è rimasto nulla, Prima di entrare a scuola andavo a bere il caffè in p.S. Carlo e in via Roma passavano la lucidatrice. Mi sembra di aver capito che eri a Torino in questi giorni, mi sarebbe piaciuto incontrarti per conoscerti personalmente. Mi piace leggere e mi farai sapere di un tuo prossimo libro? In questi giorni finirò quello di Corona che ho interrotto per leggerti, ero troppo curiosa. Una sana invidia per il tuo coraggio, adoro poi il caldo quindi lì starei proprio bene. Auguro a te e al tuo compagno tanta, tanta fortuna, una carezza al tuo pelosetto, permettimi di abbracciarti forte. Con simpatia.”

Anonino: “Ciao, letto e apprezzato: poca filosofia, molto senso pratico e taglio giornalistico di buona fattura. L’ing. che ha costruito mezza Capo Verde e la povera surfista uccisa dall’autoctono sono i due personaggi che più mi hanno incuriosito. Il primo per la tenacia con cui ha fiutato un affare e lo ha realizzato, la seconda per come avrebbe voluto essere utile e ha perso la vita.”

Massimo: “Gent.ma Carmen complimenti per il Libro. Una bella avventura, una grande energia e tanto coraggio. Posso dirle che ho praticato lo yoga per diversi anni con una mia insegnante di scuola e mi ha insegnato i ritmi giusti di vita e traspare in Lei una fortissima energia, e sicuramente farà un bellissimo percorso di gioia, successo e serenità , appena iniziato.”

Sergio, Ex direttore: “Ho letto il tuo libro, molto interessante, complimenti e grazie anche per avermi citato, nonostante la brevità del mio passaggio alla direzione… mi riconosco in pieno in tante disillusioni, anche da me vissute alla tua età, direi tra i 35 e i 40-45.  Con due figli e tanti impegni non ho mai accarezzato l’idea di cambiare paese ma vita e lavoro sì, e in parte ci sono anche riuscito, solo che oggi in Italia si finisce sempre col lavorare di più… in bocca al lupo per tutto e… se verrò a Cabo Verde so a chi rivolgermi!”

LEONARDO: “Gentilissima Carmen, ho avuto modo di leggere il suo libro inerente la sua fuga dall’Italia…… destinazione Cabo Verde. Al di là del suo modo di scrivere che trovo immediato, fresco e liberatorio, che mi riconcilia con la letteratura contemporanea per me troppo ridondante ed ampollosa, mi vedo completamente d’accordo con lei nella descrizione dei luoghi, dei personaggi citati e delle osservazioni in merito al modus vivendi della popolazione indigena. Sono un frequentatore abituale dell’isola per ragioni professionali che, se vorrà, in seguito, le racconterò. Mi spiace solo avvertire quella sua nota d’amarezza o meglio di precarietà nelle ultime parole del suo lavoro. Cabo Verde non è un sito per tutti e, soprattutto, non è un sito facile. Più volte mi son posto la stessa domanda che si è posta lei in merito ad una scelta di vita radicale. La risposta che mi son dato, mi creda, non frutto della codardia, al di là degli effimeri aneliti ad una vita semplice e spensierata è comunque, parafrasando il poeta (vado a a memoria liceale)….” fatti non foste per viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” ……..in bocca al lupo cara Carmen…..”

Gaia: “Ho qui il tuo libro tra le mani….l’ho praticamente divorato…leggendo il tuo libro mi sono emozionata e intenerita….Mi sono trovata a leggere un pezzettino della mia storia….e ne ho conosciute altre…gia’ perché pur essendo un paesino piccolo, alla fine non sempre ci si conosce per davvero…Brava Carmen!”

Nino: “Vi lascio ad una profonda riflessione, solo dopo che avrete letto il libro di Carmen Vurchio, che vi consiglio di cuore.
È una sorprendente, ben scritta, amabilissima storia d’amore.
Di se stessi, prima di tutto.
Niente narcisismo. Si è spogliata, Carmen, la mente ed il corpo dell’evanescenza di questo mondo occidentale, fatto di corse ad ostacoli, di abiti griffati, di telefonate assillanti, di sudaticci personaggi, di ambigui signorotti e loro compagne al seguito.
Brava Carmen. Devo spingere anche me stesso oltre l’ostacolo. E tu mi illumini una possibile via.”

Tiziana: “Mai come oggi ho sentito l’attualità del libro dell’amica Carmen Vurchio con tutta l’emotività del sentirsi fuori posto a casa propria.”

Fra: “Ho divorato in una sera il libro “Fuga dall’Italia, destinazione Cabo Verde”. Sono tornata indietro nel tempo, ho di nuovo sorriso, finalmente. Cara Carmen Vurchio, sei stata efficace, pungente quanto basta ma soprattutto vera, come del resto sei nella vita. Ti auguro tutto il meglio, ma soprattutto di continuare ad avere il coraggio che ti ha spinto a riprenderti quello che davvero volevi. E’ il coraggio che manca a noi italiani, tu sei un bello stimolo a ricercarlo dentro ciascuno di noi. Brava! Un abbraccio, ti voglio bene e non dimenticherò mai niente della bellezza di quegli anni.”

 Cesare: “libro letto, bel racconto di un cambio di vita radicale…”

Daniela: “carmen finalmente ho letto il tuo libro, praticamente la mia storia.”

Massimo: “Ciao, sono un lettore del tuo libro, mi ha appassionato molto la tua avventura e la tua coraggiosa scelta di vita, io ultimamente condivido molto questa filosofia, nel senso che scapperei molto volentieri, anche se, avendo famiglia è tutto molto più complicato…comunque complimenti per il coraggio e in bocca al lupo!”

Manu: “Ciao Carmen, costretta a letto da una brutta sciatica, oggi tutto dun fiato ho letto il tuo libro… non ti nego che ci sono stati momenti in cui i miei occhi su sono riempiti di lacrime, e credimi sono così dura Ke non piango mai. È un libro interessante, scritto in modo semplice ma chiaro, ci sono alcuni punti che sono descritti così bene che sembra vederli x davvero. Continua a scrivere libri, ti riesce benissimo…. ti auguro tutto il bene Ke la vita possa regalarti e sopratutto Ke la pace interiore, che almeno nelle pagine del tuo libro si traspare,continui per sempre e Ke il motto NO STRESS sia sempre con te, xkè da noi al sud lo stress è alle stelle…. baci.”

Enrico, nipote: “Il modo di raccontare la tua esperienza mi ha ricordato in qualche modo a tratti Pappagalli verdi di Gino Strada, ogni cosa da te scritta immedesima il lettore, che si trova a pensare alle scelte che ha fatto o che un giorno vorrebbe fare, lo incuriosisce, perché c’è un’incognita da scovare, a mio parere è una scrittura quasi implicita, che però cattura. Il registro usato è “simpatico” nel senso che è molto alto in alcune parti, ma quando coinvolge la tua personale esperienza va a sfociare in un linguaggio colloquiale, che è fantastico perché quel “figata” o quel “CAZZO!” fanno veramente capire al lettore cosa ti è capitato. C’è stato un punto verso 1/4 del libro in cui mi sono uscite le lacrime, non so perché, probabilmente perché sono tuo nipote e sapevo cosa volevi intendere, o più probabilmente perché sei riuscita a trasmettere le tue emozioni attraverso delle parole scritte su carte, e aggiungerei che ci sei riuscita egregiamente. Grazie di avermi regalato parte della storia della tua vita.”

Michele: “Ciao Carmen, ho ricevuto oggi il tuo libro dalla casa editrice… e me lo sono letto d’un fiato in tre ore! Ho apprezzato molto lo stile, sintetico e allo stesso tempo completo…direi sapientemente scandito con ritmi televisivi, giornalistici! Non manca davvero nulla, dal racconto intimo della tua esperienza umana alla voglia di far conoscere l’arcipelago in tutti i suoi aspetti, dall’analisi lucida dei problemi soprattutto politici dell’Italia, alla cronaca dei fatti salienti dell’isola… Insomma credo ne sia venuta una riuscitissima fusione tra la professionista che analizza fatti e documenti e intervista gente, e la donna che sente semplicemente il bisogno e la voglia di raccontarsi, di mettere a nudo fragilità e sentimenti in cui chiunque ormai ai nosti giorni, senza eccezione, potrà senz’altro riconoscersi. Del resto, la storia da raccontare l’avevi, ne esce un percorso umano che attraversa tutta la tua vita, chi eri, chi sei, le cose perdute e quelle trovate, o ritrovate, in un luogo che finalmente ti ha restituito il tuo tempo. Ti sei concessa una seconda vita, e stavolta ne sei protagonista assoluta nel bene e nel male. Questo traspare dalla lettura del tuo lavoro, e a questo traguardo, ne sono certo, ambiscono in fondo la maggioranza dei tuoi lettori. Ora passo il libro a Letizia che sicuramente vorrà anche lei darti il suo parere, naturalmente l’effetto su di me era più scontato essendo mezzo residente a Sal… intanto ti rinnovo i complimenti, auguro al racconto la fortuna che merita e naturalmente…ci vediamo presto a Cabo!!!”

Piero: “Cara Carmen, ho letto con molto interesse il suo diario. La parte più riuscita a mio avviso è il reportage, almeno così lo definisco, su Cabo Verde dove dispieghi le tue competenze giornalistiche. Uno spaccato di quella società acuto, informato, ben scritto. Ho appreso cose per me vagamente conosciute ma mai con quella forza descrittiva e minuzia di particolari spesso drammatici, se non tragici, che usi con sapienza e abilità.  E veniamo alla parte romantica ed esistenziale del libro, la parte in cui parli dei tuoi problemi, delle tue sconfitte e delusioni, della volontà di rompere con la vita italiana, torinese, e fare una scelta rischiosa per il futuro. L’avvio l’ho trovato efficace, coi toni giusti. Tuttavia, poiché subito dopo e per buona parte del diario affronti i problemi della società caboverdiana, problemi che scoraggerebbero persino il Candido volterriano, non si capisce bene perché, nonostante tutto, tu abbia deciso di restare, di portare fino in fondo la tua “follia”. Detto questo, il libro ha una grande forza e, come s’usa dire, l’ho letto d’un fiato. Ti faccio i miei auguri per questa nuova coraggiosissima scelta … accanto al tuo Max. Perché alla fine di questo si tratta. Almeno credo. Un abbraccio.”

Annalisa: “Cara Carmen, ciao! Sono molto contenta che tu abbia lasciato il tuo indirizzo e-mail al fondo del tuo libro per poterti scrivere e lo faccio volentieri-cercherò di non essere prolissa, prometto!:-) Innanzitutto mi presento: sono Annalisa, una neo-quarantenne ( compiuti a febbraio) di Torino e sono un'”orfana” del tuo programma serale di approfondimento su Videogruppo, che dopo aver scoperto una sera per caso seguivo spesso e volentieri, per i contenuti molto interessanti ed anche ( siamo sempre donne, no?!) per vedere i tuoi bellissimi look, sempre molto particolari:-). Dopo un pò di tempo che non ti vedevo più in tv, ti ho cercato su Facebook ( io non sono su fb ma sai che si riescono a vedere le prime pagine con le foto) e ho visto le foto di te sull’isola e poi quelle magnifiche con il tuo compagno ( siete proprio due “figaccioni”, bellissima coppia, complimenti!!) ed insomma ho capito che anche tu avevi scelto di lasciare questa nostra incasinatissima Italia….mi ero prefissata di cercare il tuo libro che ho poi trovato allo stand della casa editrice al Salone del Libro ( perchè non sei venuta a presentarlo?) e che ho divorato in poche ore. La cosa che più ho apprezzato è che non hai fatto un ritratto dell’isola e della tua nuova vita idilliaco e paradisiaco, ma sei stata molto onesta nel descrivere anche le problematiche e le difficoltà che indubbiamente esistono…non ti nascondo che a volte hai raccontato delle cose di fronte alle quali ho pensato che io non avrei resistito! Immagino che il tuo compagno sia stato un fattore determinante sia nella scelta di andare che nella scelta di restare lì, giusto? ( anche se alla fine del libro racconti di una situzione diventata decisamente più agevole e questo mi ha fatto molto piacere). Che dirti? Goditi tutto ciò che di bello la tua nuova vita ti offre e soprattutto l’amore che è la cosa più importante. Da donna avrei un paio di curiosità, se vorrai rispondermi se non non mi offendo: pensi di allargare la vostra bellissima famiglia con un “italo-caboverdino” o un’ ” italo-caboverdina”?…:-) e soprattutto pensi di tornare in Italia prima o poi, in un futuro magari ancora lontano o per ora lo escludi? Da parte mia, ti mando ogni augurio e, quando tornerai qui a Torino, se ti va mi piacerebbe tantissimo vederti per un caffè così mi faccio fare la dedica al libro:-).-) Ah, ultimissima cosa a proposito del tuo bel libro: sarebbe stato secondo me carino mettere un inserto fotografico maggiore, ma magari sarà per il prossimo , no?! Cara Carmen, ora ti saluto sperando di non averti annoiata; se vorrai rispondermi ne sarò felice. Saluta anche Max e Giasone! Un bacione.”

Giulio: “Gentilissima  Carmen, mi trovo in Italia dall’inizio di giugno ed ho ricevuto rapidamente il suo libro che ho letto immediatamente con molto interesse. Condivido ampiamente le descrizioni e i giudizi che esprime sulla situazione locale, però, ugualmente sono critico sulla sua scelta di vita, se non motivata esclusivamente dall’incontro con Max, che non ricordo se l’ho conosciuto quando sono stato lì, al  quale però la prego di rivolgere un caloroso saluto. Anch’io giovedì riparto e torno a San Pedro de Macoris dove vivo e dove il mio amore mi regalera’ una bella bebè per fine ottobre di cui siamo entrambi molto felici.

La ringrazio dell’interessamento e le invio molti cordiali saluti, Giulio Saiani.”

Ivan: “Ottima lettura della tua esperienza di vita a Capo verde, io sto pensando di scrivere la mia esperienza di vita con un libro sul nostro trasferimento al PUERTO de Mogan,Gran Canaria ,dove vivo, sono un pensionato di invalidità e mi piacerebbe condividere le mie esperienze . Scusa l’interferenza ma mi è piaciuto quello che hai scritto su Capo Verde,dove sono già stato. Buona serata.”

FUGA DALL’ITALIA,

destinazione Cabo Verde

di Carmen Vurchio

(Daniela Piazza Editore)

è disponibile su Amazon.it

https://www.amazon.it/Fuga-dallItalia-Destinazione-Cabo-Verde/dp/8878893048

Torino Cronaca

 

Pubblicato in: Le mie giornate a Cabo Verde

Oggi…

Per la prima volta mi sono ricordata di comprare una bottiglia d’acqua fresca da portare in palestra e…appena sono arrivata, un bimbo che era lì ad aspettare che il papà finisse di allenarsi mi ha detto: “Posso avere un goccio d’acqua?” – Gli ho dato tutta la bottiglia! Ecco perché mi sono ricordata di comprarla, perché era già scritto che avrei dovuto regalarla. 🙂

Pubblicato in: Le mie giornate a Cabo Verde

Sette anni fa, ho deciso di voltare pagina

Carmen Vurchio (41)
Carmen Vurchio

Sono passati sette anni dal giorno in cui ho deciso di salutare l’Italia, rapita dal No Stress caboverdiano, che non mi ha più liberata.  Ripenso a ciò che ho lasciato, a quello che ho vissuto prima della fuga volontaria. Rievoco tutto con amore,  specie i quattordici anni trascorsi in tv. La redazione giornalistica era la mia casa. Un lavoro straordinario che ho fatto senza risparmiarmi e che mi ha regalato tanto, consentendomi di conoscere un mare di gente, di ogni classe sociale. Vite che si sono intrecciate alla mia e che hanno contribuito a rendermi quella che sono. Continua a leggere “Sette anni fa, ho deciso di voltare pagina”