Pubblicato in: Il mondo visto da qui

Omicidio Regeni: la verità verrà a galla?

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Di Carmen Vurchio

La notizia di oggi è la divulgazione di un video in cui Giulio Regeni parla con il presidente del sindacato dei venditori ambulanti egiziani, un certo Mohamed Abdallah. Il video, girato all’insaputa di Regeni, e trasmesso da una tv egiziana, è sul sito dell’Ansa. Peccato sia in arabo, quindi per molti italiani incomprensibile. Sembra che Regeni invece lo parlasse perfettamente. Repubblica.it ha pubblicato la traduzione di una parte di questa conversazione che permette di capirne il senso: il sindacalista chiede denaro per curare la figlia e la moglie, mentre il ricercatore friulano cerca di fargli capire che i soldi che potrebbero arrivare non sono i suoi e che non vanno utilizzati a scopo privato. Dialogo datato 6 gennaio 2016.

Sembra che Abdallah avesse insistito molto mentre Giulio continuava a sottolineare che i soldi sarebbero arrivati attraverso la Gran Bretagna e il centro egiziano, denaro destinato a un buon progetto per gli ambulanti. “Bisogna cercare di avere idee e ottenere informazioni prima del mese di marzo”, avrebbe detto. Si parla di 10mila sterline. L’interlocutore di Regeni sarebbe lo stesso che avrebbe dichiarato di averlo denunciato al ministero degli Interni egiziano perché «faceva domande strane e stava con gli ambulanti per le strade, interrogandoli su questioni che riguardano la sicurezza nazionale».

Secondo alcuni media, il video sarebbe stato girato con una piccola telecamera nascosta che il sindacalista avrebbe ottenuto dalla polizia egiziana. Già, dalla polizia. Perché? Semplice. Riprendendo la loro conversazione Abdallah avrebbe potuto acquisire prove per avvalorare la sua denuncia nei confronti di Giulio. Denuncia che, a quanto pare, sarebbe stata fatta qualche giorno prima del video.
I magistrati italiani ne sono in possesso da un po’. Ovviamente hanno il video integrale, che dura circa due ore, mentre quello fornito alla stampa è di pochi minuti. Lo hanno già studiato, per capire se possa esserci un collegamento tra questo fatto e la tragica morte di Giulio Regeni, il cui corpo senza vita è stato trovato il 3 febbraio 2016, in un fosso vicino al Cairo.

Chi l’ha torturato? Chi l’ha ucciso? Domande ancora senza risposta.
Regeni si trovava in Egitto per una tesi sui sindacati egiziani. Mai un problema con la legge o frequentazioni strane. Mai. La polizia egiziana, invece, da subito ha mostrato una totale mancanza di trasparenza e assenza di collaborazione nei confronti della giustizia italiana. Anzi, avrebbe rallentato il più possibile le indagini, fornendo ricostruzioni prima annunciate, poi smentite: vittima di un incidente stradale, vittima di una banda di balordi.

Ora forse chi sta indagando sulla sua morte, potrà aggiungere un tassello in più a questo brutto mosaico. La verità però è ancora lontana o forse c’è qualcuno che continua a operare per far sì che non venga mai a galla.

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Scrivo ciò che penso e se non la pensi come me...discutiamone :-)

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